Free Speech, Not Free Beer

Free Speech, Not Free Beer

Quelle occasioni che non avrei mai creduto accadessero, quei momenti che rimarranno impressi a vita e che racconterò ai “posteri”, quelle opportunità che sembrano surreali …

Giovedi 13 Maggio 2010 ho incontrato per la prima volta nella mia vita il sommo Richard Matthew Stallman in Ancona, il massimo esponente del movimento del software libero nonchè il padre del sistema operativo GNU. “Cosa rende l’inclusione digitale buona o cattiva?” è stato il tema del suo speech e ci ha parlato di come poter aumentare il numero di persone che possono usare la tecnologia in relazione anche ai loro diritti umani pertanto questo dipende “da che tipo di mondo digitale” queste tecnologie realizzano.

Uno speech che ha trasudato di purismo fino all’ultima parola … attraversando concetti così “alti” come la filosofia, l’etica, la cultura, la libertà; Richard alle veneranda età di 57 anni si conferma come l’unico vero hacker mai esistito sulla faccia della terra … un amico del CMLug una volta disse: “se fosse possibile congelare un pezzetto del cervello di Stallman dopo la sua morte, l’umanità ne beneficerebbe per millenni:-)

Alla fine della conferenza ci è scappato anche un momento più conviviale con Richard, come una cena con qualche amico dove abbiamo continuato a sviscerare i vari aspetti del software libero, alla fine della serata e delle piacevoli chiacchierate Richard mi saluta stringendomi la mano e dicendomi “happy hacking” *_*

Se pensiamo a tutto quello che ha fatto Richard in questi anni ci possiamo rendere conto di quanto ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’informatica mondiale … ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi dell’aneddoto dei “diver della stampante”, ma lui non è cambiato di una virgola la sua visione è sempre netta e cruda come allora; seppur riconosca tutti i meriti, tutta la coerenza e correttezza non concordo totalmente con il suo purismo in riferimento alla distanza di posizione riguardo l’Open Source, per lui la differenza è tutt’ora marcata e gli attribuisce un’accezione non positiva.

Da parte mia, sono orgoglioso di aver dedicato tutto me stesso al CMLug e spero di esser riuscito a far percepire il valore aggiunto della partecipazione attiva ad una Community Open Source alle persone con cui sono stato a contatto per quei 5 anni. Sono profondamente convinto che abbiamo lavorato moltissimo per far avvicinare le persone a Linux come sono convinto che c’è ancora molta strada per far appassionare la persone a Linux. Sono cresciuto grazie anche al confronto costruttivo con molti amici che ho conosciuto tramite il linux user group che ho fondato, persone di notevole spessore predisposte ad aprirsi verso un’associazione di volontariato e disposte a dedicare il proprio tempo libero per diffonde la cultura Open Source ed il sistema operativo Linux nella mia città. Tuttavia il mondo Open Source italiano sta cambiando, i Lug italiani stanno cambiando, ma soprattutto gli utenti Linux italiani stanno cambiando …

Ciao
Adriano

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